Colui che Protegge dai Veleni, l’Arcano della Salvezza.
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Cari Immaginalisti, per voi un nuovo evento in presenza dedicato allo Shinrin-Yoku e allo Yoga Giapponese a grande richiesta nei dintorni di Roma. Si terrà l’8 e 9 giugno. Una nuova video intervista dedicata a Kintsugi tutta da ascoltare. |
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Per voi anche il testo della diretta del 27 aprile, dedicata ai Nat e in particolare al Nat 8, “Colui che protegge dai Veleni. L’Arcano della Salvezza”. |
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Videointervista dedicata a Kintsugi su Dejavù |
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Il pericolo maggiore che ci proviene dalla stirpe è proprio quello di narrarci il nostro clan familiare in termini religiosi. Noi siamo figli di una religione monoteista e metafisica che mette il divino lassù in un cielo lontano. Quando gli animisti ma anche i buddisti Theravada dicono: “Sia fatta la tua volontà” si rivolgono al lupo, alla foresta, alla volontà della terra stessa. Il mio maestro si rivolgeva ai leopardi, agli elefanti della foresta, al monsone, alla pioggia, al sole e così l’uomo primitivo. Così fanno anche gli animisti del Giappone, gli Yamabushi. La nostra religione abramitica ha posto Dio lassù in un cielo lontano. La religione è mito e il mito ci dà i codici interpretativi della realtà e noi ci narriamo la realtà con quei codici, così vediamo nostro padre, nostra madre, i nostri nonni e bisnonni, i nostri figli come individui lontani, separati da noi. Fin da bambini siamo indotti da questo codice narrativo a vedere il padre e la madre come individui distinti e separati da noi, che stanno lassù in quel cielo lontano e così li subiamo. L’uomo primitivo non vede gli antenati con il codice narrativo abramitico ma con il codice animista. Per lui il padre non è qualcuno che vive lassù in un cielo lontano ma è una sua immagine, è un’immagine dell’anima del mondo. La coscienza del primitivo, dell’animista è identificata con l’anima del mondo non con il senso dell’Io, con l’individuo. Secondo il codice narrativo della religione abramitica esiste un Dio che abita un cielo lontano e allo stesso modo esiste tutta una stirpe fatta di individui indipendenti dalla tua facoltà di immaginarli, quindi oggettivi, che hanno un potere su di te e possono schiacciarti, minacciarti. Non si può vivere tutta una vita così! Questa visione delle cose è pericolosissima perché rende gli individui schiavi da dentro, dall’interno e bisogna assolutamente superarla operando un processo di riassorbimento del reale, riassumendoci la responsabilità delle nostre immagini e riprendendoci il potere. Innanzitutto, dobbiamo farlo nei confronti della più grande idea dell’uomo che è Dio e ritrovare con il divino una relazione d’amore e non di controllo e di paura. Poi dobbiamo ritrovare con i nostri antenati una relazione d’amore che non sia una relazione di controllo e di potere. Non è vero che per il fatto che mio padre mi ha fatto questo o quest’altro e mia madre è stata questo o quest’altro, io sono in un certo modo. Mio padre, mia madre, la mia stirpe sono mie immagini e se cambio il codice narrativo cambiano le immagini e per conseguenza libero il mio destino; Come dicono tutti i mantra spontanei del respiro: “So Ham”, “Ong So”, “Hi Fu” Io sono lui e io sono quello! È un cammino di grande coraggio in cui mi riassumo la piena responsabilità per tutte le immagini che ho proiettato; una responsabilità che non è senso di colpa perché, nel riassumermi la responsabilità per tutte le immagini che ho proiettato, le porto al di là del bene e del male in quanto non sono più assoggettato a questa idea di Dio, del padre e del potente, come di qualcuno che castiga e punisce sulla base dei valori di bene e di male. Così recupero una narrazione più naturale, una narrazione che passa attraverso i valori della bellezza perché la natura segue il codice della bellezza non il codice moralistico dello stato o della religione. Allora sciolgo i pericoli che vengono dalla stirpe. Il Nat numero 8 rappresenta proprio il pericolo che viene dalla stirpe, ma il pericolo non è insito nella stirpe bensì nel mio modo di vedere la stirpe. Il divino è un’energia cosciente, non vi è che una sola energia. Se la approcciamo con fede, apertura e coraggio essa è Dio, se invece l’approcciamo con senso di lontananza e, quindi, di paura, diventa il demonio. Dipende tutto dalla prospettiva dalla quale la guardiamo. Ora facciamo una meditazione per riprenderci questo potere. Assumiamo la postura meditativa, chiudiamo gli occhi e pensiamo al Nat 8. Se avete il libro e le Carte potete prima osservare l’immagine, Ho utilizzato molto nei miei libri il simbolo dei Naga; nel libro “lo Zen e l’arte della ribellione” c’è una naga tutta blu di nome Aki. Ho chiamato così la mia cagnolina, che a volte si addormenta tutta acciambellata, con il corpo sinuoso e sembra davvero un serpente, un fortuna-dago. Quindi morire perché si viene morsi da un serpente nell’immaginario dei Birmani vuol dire essersi completamente dissociati dal potere delle origini, quando eravamo potenti ed eravamo draghi, eravamo un tutt’uno con il vero potere, quello delle ossa, dello scheletro, il potere immaginale dell’anima. Essendoci distanziati così tanto dal potere di manifestare che avevamo all’origine finiamo per diventare vittime del nostro stesso potere e quindi veniamo morsi e uccisi dal serpente che è il simbolo del potere che abbiamo alienato da noi. Il Nat 8 racconta proprio la storia dell’uomo che aliena il potere da se stesso per creare una società civile, per essere governato ma poi dimentica il proprio potere cadendo nella condizione che noi chiamiamo impropriamente cospirazionismo, condizione tale per cui c’è un potere là fuori con cui io non ho più nessun tipo di relazione ed è un potere malvagio di cui sono vittima. Il Nat 8 ci invita ad essere come Nagarjuna, il leggendario autore dalla Prajñāpāramitā, grandissimo personaggio del Buddhismo esoterico Vajrayana, che deve il suo nome proprio al regno dei Naga, i Dragoni delle origini Secondo la leggenda lì avrebbe trovato la Prajñāpāramitā, una serie di insegnamenti fondamentali che poi donerà all’umanità. Quindi il Nat 8 ci invita ad intraprendere il grande viaggio nel regno della vera conoscenza per riprenderci il potere. Nella Prajñāpāramitā c’è un brano che io adoro, si intitola “La rete di Indra” e dice che questo mondo è come una grande rete di perle in cui ciascuna perla si riflette in tutte le altre, tanto che se ne conosci una le conosci tutte. È un brano bellissimo che ci parla della complessità del reale, secondo la quale il tutto è nella parte è la parte è nel tutto. Ritrovare una visione complessa è ritrovare la mente poetica delle origini, il pensiero poetico dei Naga, i Dragoni che sono sempre dentro di noi, sono ciò che siamo nelle profondità della nostra psiche. Adesso vi invito a vedere innanzitutto l’immagine di padre come una vostra proiezione e a riassorbirla, lasciando che tutte le impressioni di padre scorrano davanti a voi; cercate di immaginare vostro padre da bambino, da adolescente, visualizzatelo quando vi ha concepiti e poi nella sua vita con voi. Visualizzatelo nella sua vecchiaia anche se non è ancora vecchio. Immaginatelo sul letto di morte che si guarda alle spalle e fa un bilancio della sua vita: sentite tutte le emozioni del padre e di fronte ad ogni emozione ripetete dentro di voi più volte: “Ecco ciò che io sono!” Così ritirate le vostre proiezioni, riassorbite il reale. Questa meditazione è potentissima. Fatela anche sull’immagine di madre e poi potete farla su qualsiasi altra immagine del vostro clan familiare: nonni, nonne, zii, bisnonni e anche discendenti. E’ una meditazione molto semplice ma molto potente. Pensate che nello Yoga del Colofon, lo Yoga dell’ attraversamento della Grande Soglia si dice che il morente veda tutte le principali impressioni della sua vita scorrergli dinanzi. Lo Yoga del Colofon insegna le chiavi segrete dell’arte del morire, che sono anche le chiavi segrete dell’arte del vivere. Una delle chiavi più importanti consiste proprio nel ripetere di fronte a tutte le immagini della vita appena trascorsa, come un mantra “Ecco ciò che io sono!” Vi invito a continuare questa meditazione nei giorni a venire. I Nat sono potentissimi, pazzeschi! Oltre al libro “Le Carte dei Nat” vi invito a conoscere “Thonban Hlà, la leggenda”, il libro che ho dedicato al quinto Nat, che non è più disponibile in formato cartaceo ma lo trovate in formato Audible |
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PremiumTante novità in arrivo per gli abbonati: yoga sciamanico, un nuovo corso dedicato al potere dei colori, libri in regalo e altre sorprese. |
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SOCIAL Vi ricordo gli appuntamenti della settimana: Il lunedì e il martedì dalle 7 alle 8 parleremo di tanti argomenti su Facebook, Instagram e YouTube Martedì 2 maggio alle 19 Diretta in inglese dal titolo “Badass Girls” su Clubhouse Ogni mercoledì mattina alle 7 mediteremo insieme sui temi de “LE CARTE DEL DRAGO IMMAGINALE”. La diretta sarà trasmessa su ClubHouse, Facebook e YouTube Tutti i giovedì alle 7 farò una meditazione e un approfondimento sulle CARTE DEI NAT. Al mio fianco, la giornalista e autrice Michaela Bellisario. La diretta sarà trasmessa su Instagram |