Recensione critica delle opere del pittore Sabatini in esposizione a Frosinone.

LA PITTURA ASTRATTA DI SABATINI
NEL SOLCO DELLA “TRADIZIONE SPERIMENTALE”
a Frosinone dal 14 al 30 aprile
di Errico ROSA
(architetto e già docente di Storia dell’arte)
Sabatini è un pittore dall’aria mite, caratterialmente
paziente e metodico. L’aspetto è da bravo insegnante di
vecchio stampo. Dietro una calma esteriore si celano
fervori creativi e una profonda passione per la pittura.
Tuttavia, nonostante l’età e l’indole riservata, lavora
ancora con dedizione senza mai ostentare il suo zelo
creativo e l’amore per l’arte.
In occasione della sua ultima esposizione di quadri astratti
alla villa comunale di Frosinone, mi ha mostrato alcune tele
della produzione più remota, di natura paesaggistica e
post impressionista, che ha preceduto la trattazione
dell’astratto e del concettuale.


Quest’ultima, attinge alle pregresse esperienze dei movimenti d’avanguardia del
Novecento, a partire dal suprematismo del colore puro, dalla semplice forma
colorata teorizzata da Malevich, alle esperienze astratte del futurismo e del
costruttivismo; si orienta su direttrici di un più recente e articolato espressionismo
geometrico astratto del periodo post bellico, per giungere da ultimo ad una
personale ricerca formale costruita mediante interconnesse compenetrazioni di
forme geometriche irregolari.
Dedito all’astrazione, diviene inventore di formule che enucleano forme
contrastanti e intrecci compositivi simili ma mai uguali. Costruisce sul piano il frasario
cromatico a sottolineare, con evidente coerenza stilistica, il gioco armonico degli
equilibri compositivi. Non tutti gli artisti, sebbene maturi e dotati di rigore intellettuale,
riescono ad affacciarsi su varchi sperimentali calibrando agevolmente cromatismi
e geometrie.
L’artista lavora con grande libertà espressiva sulla superficie della tela, ne esplora
ininterrottamente lo spazio bidimensionale per studiarne le infinite combinazioni fino
all’appagamento del suo sentire. Utilizza stesure cromatiche essenzialmente con
colori primari e secondari nei cui innesti raramente lascia spazio a tonalismi e
sfumature, per giungere a soluzioni formali dai contorni sempre netti e decisi. La
linea è qui intesa unicamente come separazione di colori e mai come elemento
dialettico. Essa definisce le forme e queste, sovrapponendosi, divengono sovente
generatrici di ulteriori elementi geometrici rendendo la trama compositiva ancora
più articolata e complessa.
La forma non diventa mai elemento volumetrico o spazio prospettico ma
avvincente caleidoscopio di colori che pongono Sabatini tra quegli artisti cui siamo
grati per il contributo ad espandere i limiti dell’indagine sperimentale nel campo
della pittura astratta.
Aprile 2023 Errico ROSA

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