Invocazione Sciamanica per il nuovo anno.
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Auguri alla Meditation Family! |
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Grazie di aver passato con noi un altro splendido anno. E’ bello pensare che, a fine anno, tutti gli immaginalisti, ovunque siano, si uniscono in un medesimo sentimento. Te la inviamo con la speranza che tu possa recitarla con noi a fine anno per sentirci ancora più uniti! Con affetto, |
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Invocazione sciamamanica per il nuovo anno Tu che cavalchi un cavallo indomabile, |
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Abbiamo riassunto per voi la diretta sulla BACCHETTA MAGICA Un bellissimo modo di iniziare l’anno è costruire la vostra bacchetta, o utilizzarla se già ne avete una. |
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LA BACCHETTA MAGICA – DIRETTA DEL 27 DICEMBRE Oggi voglio parlarvi della bacchetta magica, perché mi avete scritto che volete che tratti questo argomento. Ho scritto sulla bacchetta magica in ben due libri, uno è “Diverso vincente”, non so se l’avete letto ma è un testo fondamentale della nostra scuola di life coaching, perché declina tutte le leggi delle immagini e poi della bacchetta magica parlo anche nel libro Shinrin-Yoku, il bagno di foresta. La bacchetta magica è qualcosa di assolutamente naturale, qualcosa che ti offre la natura. Io ne ho tantissime, tutte diverse. Con lo stesso sistema con il quale si prepara la bacchetta magica si possono preparare anche oggetti di potere. Io, per esempio, ho una bottiglietta antica con un drago sopra, che ho trovato in un negozio di antiquariato in Mongolia, e ho preparato questo oggetto di potere allo stesso modo in cui preparo le bacchette magiche. La bacchetta l’ho costruita partendo da un oggetto che mi ha dato la natura, anni fa, per esempio, ero qui da queste parti negli Stati Uniti, mi trovavo al Sequoia National Park, e da una sequoia gigantesca mi è caduto proprio a un centimetro dal piede un pezzo di ramo di sequoia, che se fosse caduto solo un centimetro più in là mi avrebbe fatto abbastanza male, sia perché era grosso, sia perché veniva da molto in alto e voglio considerarlo un dono della Sequoia e l’ho portato con me e poi ne ho fatto una bacchetta magica. Vediamo come si costruisce la bacchetta magica. La bacchetta magica è uno strumento evocativo, serve ad evocare immagini, che sono spiriti, numi, dèi, serve ad evocare gli eventi che sono enti, entità, spiriti, a facilitare la manifestazione di questi eventi attraverso la chiamata degli dèi. Ora la prima cosa da fare è dare potere, dare forza e coscienza a questo oggetto. Dare potere all’oggetto significa mettere dentro nell’oggetto, proprio come se diventasse la lampada di Aladino, metterci dentro un genio, uno spirito e gli spiriti migliori da mettere nell’oggetto sono gli spiriti delle nostre mancanze, quello che ci manca rispetto al nostro obiettivo più importante, più grande, come quello della ragazza che mi ha chiesto di parlare della bacchetta magica, mi ha detto che lei fa la pittrice e vorrebbe essere riconosciuta molto di più di quello che è, crede moltissimo nella sua arte però sente che le mancano un bel po’ di cose. Si sente carente di tante cose, per esempio dice di avere carattere troppo selvatico e insofferente alle pubbliche relazioni e invece per essere artisti riconosciuti oggi bisogna fare tante pubbliche relazioni, avere tante relazioni, tanti amici, non basta essere un bravo artista e invece lei è selvatica e insofferente alle relazioni e poi non ha i titoli. Il suo problema è: “ io non ho titoli accademici e quindi non sarò mai qualcuno nel campo artistico”, cosa che non è assolutamente vera, ma lo pensa lei. C’è un grande fuoco creativo dentro la sua insofferenza, la selvatichezza della sua anima verso le pubbliche relazioni la rende assolutamente incapace di stare negli schemi, quindi di appartenere ad una a scuola. Lei è insofferente a tutto e questa insofferenza alle istituzioni, questa incapacità di stare negli schemi manifesta la sua voglia di innovazione. Allora per costruire la bacchetta magica ti devi chiedere qual è il tuo più grande obiettivo e quali sono le tue più grandi mancanze rispetto all’obiettivo, e poi contemplare le tue mancanze ad una ad una e vedere di quali poteri in verità ti parlano. Questi poteri sono deità nascoste, represse, rimosse che dovete evocare e agganciare all’oggetto di potere. Dovete evocarle chiamandole per nome, il nome è spirito, offrire loro l’oggetto che volete far diventare una bacchetta magica come rifugio, come tempio nel quale possano risiedere. Gli sciamani turco mongoli lo fanno soprattutto con i gioielli, voi per esempio potreste utilizzare i gioielli del drago immaginale. Giovanni, stupendo immaginalista e artigiano che fa gioielli, si è inventato queste medaglie in cui voi potete far scrivere le formule psichiche. La formula psichica migliore per la bacchetta magica è “non esiste né l’incontrarsi né il separarsi esiste unicamente il puro piacere dello spazio dinamico”, perché dovete attrarre a vo,i e tenere con voi, queste deità, perciò, la formula invita le deità a stare con voi in uno spazio dinamico, in una relazione in cui non c’è nessun soggetto e oggetto, ma esiste solo la relazione. Gli sciamani turco mongoli in genere associano queste deità a dei gioielli che portano indosso per diverso tempo e poi legano questi gioielli alla bacchetta magica o all’oggetto di potere e li lasciano lì per diverso tempo, da un minimo di 7 giorni e 7 notti o 9 giorni e 9 notti, fino a tre mesi. La formula può essere anche “non esiste né l’incontrarsi né il separarsi esiste unicamente il puro piacere dello spazio dinamico. Cerco l’amore in ogni mondo perché l’amore è ciò che ho perduto, ma, in verità, non esiste né l’incontrarsi né il separarsi esiste unicamente il puro piacere dello spazio dinamico”. Se temete di dimenticare la formula fatevi fare da Giovanni un gioiello con scritta la formula, Anch’io me lo sono fatto fare e ci ho scritto una formula bellissima: “Ti ho visto come esterno a me, perché non ti ho riconosciuto, ma riconoscendoti ti vedo come in me dimorante e prendo ferma risoluzione di amarti!” Sono vere e proprie formule magiche, formule psichiche della creazione immaginale, hanno il potere di attrarre le deità per la loro struttura poetica, la psiche ha una struttura poetica e con la poesia possiamo parlare alle profondità dell’anima. Dopo che la vita è entrata nel gioiello, nell’oggetto, e dopo che l’hai portato indosso per diverso tempo, si dice che l’oggetto di potere, la bacchetta magica, è caricata. A questo punto dovresti metterla a contatto con gli elementi: acqua, aria, terra e fuoco, perché tutti gli eventi sono dati dall’aggregarsi dei quattro elementi e la dissoluzione degli eventi, che li porta a essere ricordi, è la disgregazione degli elementi. L’evento si manifesta con l’aggregazione degli elementi, l’evento si dissolve, diventa ricordo, con la disgregazione degli elementi. La magia è l’arte di fare accadere di manifestare ciò che è desiderato, a questo fine il primo strumento in assoluto è l’immaginazione, devi immaginare ciò che desideri, poi il potere più grande è quello della Fede, devi avere fede nel fatto che ciò che hai immaginato si manifesterà, senza dubitare nemmeno un istante, senza lasciare che intervenga la mente che dubita, sciupando tutto. La bacchetta va messa nella terra come primo elemento e lasciata almeno una notte, poi va messa nell’acqua e lasciata almeno una notte, poi va messa vicino al fuoco, ma il fuoco è un elemento più veloce, l’acqua e la terra sono più lenti, quindi va bene anche un tempo minore, il tempo che serve affinché l’acqua che l’oggetto ha assorbito venga essiccata completamente e poi devi esporre l’oggetto all’aria, possibilmente fresca, pura, la porti in un bosco e la lasci li per un po’. A questo punto la bacchetta è pronta, la bacchetta sa che è stata messa a contatto con gli elementi, contiene lo spirito, contiene le deità che hanno a che fare con i poteri legati alle tue mancanze e ha la capacità di attrarre l’evento desiderato. Quindi attraverso la bacchetta magica tu puoi attrarre l’evento desiderato. Vediamo come.Innanzitutto, ci siamo detti che l’immaginazione è il potere fondamentale, devi immaginare questo evento, la Fede e l’altro grande potere fondamentale, devi avere impeccabile fede nella manifestazione della tua immaginazione e poi con la bacchetta magica tocchi la terra e chiedi all’evento di manifestarsi. Poi tocchi l’acqua e chiedi all’evento di manifestarsi, tocchi il fuoco e chiedi all’evento di manifestarsi. Infine, tocchi l’aria, che può essere simboleggiata da un profumo, e chiedi all’evento di manifestarsi attraverso una parola magica, un mantra. Noi utilizziamo prevalentemente il Mantra Madre, per il quale è necessaria l’iniziazione. Se non hai l’iniziazione puoi utilizzare un altro mantra che ti sta molto a cuore. Tutto questo ha un significato straordinario, la costruzione e l’utilizzo della bacchetta ci parlano di come gli eventi siano entità, spiriti, dèi, ci parlano del potere della fede e dell’immaginazione e quando utilizziamo questi poteri li rinforziamo. Poi soprattutto ci insegna a vedere nelle nostre mancanze dei poteri nascosti. Poi c’è un altro grande aspetto del mago, che è l’umiltà. Ricordo che Michael mi parlava di questo aspetto. Umiltà è rendersi conto che il dio, cioè l’evento che deve manifestarsi potrebbe essere un po’ diverso da quello che la nostra immaginazione ha dipinto, perché viene da una mente più complessa della nostra, viene dall’anima del mondo, è veramente universale e quindi tiene conto di molti fattori di cui magari noi, quando abbiamo immaginato l’evento, non abbiamo tenuto conto. Il mago è colui che ha questa combinazione di fede e di umiltà; quindi, ha assolutamente fede nel fatto che ciò che ha immaginato, ciò che ha desiderato accadrà. Però nello stesso tempo ha l’umiltà di accettare che ciò che accadrà possa essere un po’ diverso da come lui l’ha immaginato, perché alla fine l’evento non proviene da una sua immaginazione, la sua immaginazione lo attrae, ma l’evento proviene dall’anima del mondo. Questo è un grande bene, perché, come diceva Socrate, tutti gli individui vogliono il bene, però non sanno che cos’è. Il mago questo lo sa! .Gli eventi sono immaginazioni dell’anima, proiezioni dell’anima, ma dell’anima del mondo, non dell’anima individuale. L’anima individuale è pura consapevolezza, spettatrice della manifestazione, con il potere di attrarre la manifestazione. I costituenti fondamentali della Magia sono la Fede e l’Umiltà, quando il mago perde queste due capacità, o quando non le ha, è terribile! Cosa sono questi poteri celati nelle nostre mancanze? Sono energie e noi abbiamo un’unica forma di energia che pervade l’universo, la Kundalini Shakti, che nell’uomo è energia nervosa a carattere erotico. Il mago si serve dell’energia erotica per evocare la divinità, la verità, che rappresenta l’evento che vuole manifestare. Noi abbiamo un rapporto erotico, perché è un rapporto creativo, procreativo. L’anima, che è l’atto stesso dell’immaginare, manifesta gli eventi nell’unione erotica con gli dèi, cioè con il divino, l’anima attrae l’evento attraverso la Kundalini, l’energia nervosa a carattere erotico, che è la sola forma di energia che abbiamo e che sale attraverso i chakra e si trasforma in tutti i nostri poteri; quindi, bisogna risvegliare questa energia e tenerla sempre ad un livello alto livello. L’energia erotica si coltiva attraverso una vita sana, attraverso uno yoga sciamanico, si coltiva sciogliendo le paure, le ansie, lo stres,s che sono tutti grandi nemici dell’eros e quindi per esempio con un percorso di life coaching, un percorso di counseling, un percorso di meditazione, un lavoro su di sé. Il mago deve avere immaginazione e fede e deve riuscire a far aggregare gli elementi affinché l’evento si manifesti. Ecco perché quando opera con la bacchetta magica tocca gli elementi. La terra corrisponde al primo chakra, l’acqua al secondo, il fuoco al terzo e l’aria al quarto. Ora vi ho dato tutte le istruzioni e potete cimentarvi nel far accadere l’evento. In genere l’evento che noi immaginiamo sicuramente accadrà. Il problema è che, a causa dei nostri attaccamenti, delle nostre paure, delle nostre resistenze, delle nostre mancanze di fede, della nostra mancanza di Eros, magari l’evento si manifesterà fra 50 anni o addirittura in una prossima vita, mentre la magia è l’arte di far accadere l’evento ora, di far accadere l’evento adesso. Il mago non vuole esercitare un potere, un controllo, sulla natura, il mago opera in piena sintonia con la natura, producendo un’accelerazione del processo evolutivo, come diceva Aurobindo. Per far questo ci vuole una grande energia. Io consiglio di fare questo. di costruire la bacchetta magica. di usarla. perché è una vera e propria accelerazione del processo evolutivo di tutta la natura. Un’accelerazione evolutiva in un punto qualsiasi dell’universo produce un’accelerazione evolutiva in tutto l’universo è la magia è proprio questo. Michael Williams, il mio maestro di yoga, che è stato non solo allievo ma addirittura amico personale di Aurobindo, quando il grande maes0tro era ormai anziano e Michael era un ragazzino, mi ha parlato moòtp di questo di questa accelerazione del processo evolutivo della natura che si opera attraverso l’azione spirituale, che poi è l’azione magica, la ierogamia,, il matrimonio con l’invisibile, con il divino. Allora ragazzi vi invito a praticare! Trovate descritto tutto nel libro “Diverso e Vincente” e nel libro “Shinrin-Yoku”. Prendeteli entrambi e confrontate le descrizioni, che sono molto diverse, perché partono da prospettive diverse, e praticate la costruzione e l’utilizzo dell’oggetto di potere per accelerare consapevolmente l’evoluzione dell’intera natura. |
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Selene |