
Roma – “Il
futuro è quello di
ospedali senza confini fisici e dati utili per curare la persona”. La frase del vicepresidente di Aisdet,
Sergio Pillon, tocca uno dei temi trattati nel corso della conferenza “
Le interferenze digitali in medicina tra protezione dei dati e innovazione” che da oggi è disponibile in streaming sulla piattaforma DIGEAT PLUS (
www.digeat.it). La web conference, organizzata da Digital&Law e promossa da ANORC e ANORC Professioni inaugura il Percorso del DIG.eat 2022/23 – Meddle, e ha visto il coinvolgimento di un gruppo di esperti per analizzare le prospettive di
sviluppo, le
criticità del settore e condividere una visione dell’
e-Health e della
Telemedicina, alla luce del PNRR.
Come ha avuto modo di annunciare la moderatrice dell’evento, Avv. S
arah Ungaro, esperta in diritto dell’informatica e privacy, Consulente senior presso lo Studio Legale Lisi e Vice Presidente di ANORC Professioni, il dibattito ha permesso di “analizzare con spirito critico” un tema non semplice, quello delle Linee guida per la Telemedicina e l’assistenza domiciliare e il documento Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale, in relazione ai profili relativi all’ interoperabilità delle piattaforme, come quella del FSE. “Siamo riusciti a dare una panoramica molto concreta, trasversale e multidisciplinare” ha precisato l’Avv. Ungaro, animando un ricco dibattito con i relatori anche per quanto attiene la di
gestione dei documenti sanitari in ambito digitale e alla sicurezza e protezione dei dati personali.”Mi piace molto parlare di clinica virtuale- ha affermato la Prof.ssa
Maria Grazia Modena, vicepresidente SIT- attraverso la quale controllare a distanza i parametri dei pazienti, considerando che la soglia della vita si allunga sempre di più ed è importante garantirne la qualità. La clinica virtuale- ha aggiunto- ci permetterà non di disumanizzare il rapporto con il medico, ma di mettere il paziente al centro”. Di telemedicina, ha parlato anche il presidente della Sit, il Prof. Antonio
Vittorino Gaddi: “Negli ultimi 20 anni- ha dichiarato- la telemedicina è stata vissuta come una specie di cenerentola da chiamare quando c’è da spazzare via la cenere di carattere amministrativo, come
strumento per risparmiare, che è intrinsecamente una follia, non come strumento di
prevenzione e cura, a beneficio di medici e pazienti”.
“Il Covid ha creato dei problemi ad un sistema che era già in crisi, perché basato sull’analogico – ha affermato il Dott.
Sergio Pillon, Coordinatore della trasformazione digitale
ASL Frosinone – abbiamo fino a ieri gestito le emergenze, facendo fronte a dei buchi surreali, ma non ci sono stati solo i morti di covid. Siamo resistenti ai cambiamenti fatti male e questo riguarda sia le norme che le competenze digitali degli operatori. Il futuro è quello di ospedali senza confini fisici e dati utili per curare la persona”.
Altro tema, il Fascicolo sanitario elettronico che “sta avendo una particolare accelerazione- ha spiegato il Dott.
Franco Cardin, esperto in protezione dati personali in ambito sanitario- se ne parla da oltre 12 anni e da un punto di vista dell’attuazione tutte le Regioni hanno raggiunto livelli più o meno soddisfacenti, ma se poi andiamo a vedere gli indicatori di monitoraggio sull’utilizzo ci rendiamo conto dei veri limiti”.
Antonio Bartolozzi, Professore in Progettazione di dispositivi medici software e processi di certificazione all’università di Trieste, si è soffermato sulle regole relative ai dispositivi medici. “Esistono degli standard internazionali- ha spiegato Bartolozzi- che prevedono una forte relazione tra safety e security, che il nostro Legislatore continua ad ignorare. Proprio uno dei requisiti più importanti dei dispostivi medici è il n.4, che prevede di attenersi allo stato dell’arte, ossia agli standard e alle norme attualmente in vigore, e il fabbricatore deve ridurre il più possibile i rischi, garantendo la sicurezza delle informazioni”.
Nel suo intervento Mario Lavizzari, Corporate Senior Director presso Fujifilm Italia, ha affermato che “non è semplice per il legislatore fare delle norme che vadano bene per tutto, quello che chiederei è che ci siano dei criteri oggettivi, puntuali, per quanto riguarda il rispetto della normativa stessa, anche con il giusto riconoscimento da parte della stazione appaltante”.
Il video integrale della conferenza è disponibile on demand al seguente link:
https://www.digeat.it/web-conferences-cpt/le-interferenze-digitali-in-medicina-tra-protezione-dei-dati-e-innovazione/.
Il prossimo appuntamento del percorso è in programma per il 21 settembre, sempre su piattaforma DIGEAT PLUS, con una web conference dedicata al tema “Energy e Multiutility”. Si ringrazia Dgroove, primo sponsor ufficiale del Percorso del DIG.eat 2022/23 – Meddle.