CANNABIS. PD: MINISTERO APRA AI PRIVATI PRODUZIONE TERAPEUTICA.

PINI: REGIONE EMILIA-R. E COMUNE BOLOGNA FACCIANO PRESSIONE (DIRE) Bologna, 17 giu. – La Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna facciano “pressione politica sul ministero della Salute perchè apra la produzione di cannabis terapeutica ai privati”. Il sollecito arriva dalla deputata Pd Giuditta Pini, intervenuta questo pomeriggio in commissione Sanità di Palazzo D’Accursio nel corso di un’udienza conoscitiva sulla cannabis terapeutica chiesta dai consiglieri Isabella Angiuli (Pd) e Stefano Cavedagna (Fdi). “Lo stabilimento di Firenze non solo non è in grado- afferma Pini- ma non può essere monopolista, perché non è pensato per produrre quantitativi industriali di cannabis terapeutica”. Tra l’altro, aggiunge la deputata Pd, “la qualità del prodotto è inadatta ed è già stata superata dal mercato privato da anni. Quindi ci ostiamo a finanziare una produzione di piante che non sono nemmeno adeguate”. Secondo Pini, il ministero “non risolverà il problema neanche col nuovo bando, perché continua a subappaltare la questione allo stabilimento di Firenze”. Da qui l’invito al Comune e alla Regione perché facciano “pressione politica” sul ministero per autorizzare la produzione da parte dei privati. Una posizione raccolta da Roberto Iovine, consigliere comunale del Pd. “Il Comune di Bologna si faccia parte attiva perché questa sostanza sia disponibile per chi ne ha bisogno”, afferma. Presente in commissione anche l’ex deputato Carlo Giovanardi. “La cannabis per curarsi è giustissimo averla- sostiene- ma la battaglia per la cannabis terapeutica, per la sua gratuità e per una produzione adeguata viene molto indebolita da chi vuole la cannabis ricreativa, che invece comporta problemi giganteschi di sicurezza pubblica. Ci vuole una pressione sul Governo e sul ministero perché si dia una risposta seria all’esigenza dei malati, ma serve comunque una certa vigilanza”.

A Giovanardi replica Pini. “Mischiare la legalizzazione della cannabis con il utilizzo medico è una cosa che aiuta solo chi vuole bloccare entrambe le cose- afferma la deputata Pd- non fa gioco a nessuno, le due cose sono separate”. Ma la Lega attacca. “Gli effetti medici della cannabis sono riconosciuti e ne va incentivata la produzione- afferma il consigliere comunale del Carroccio Matteo Di Benedetto- ed è vero, non va mescolato il discorso. Ma a Bologna questo dibattito è iniziato dal libro presentato da Santori ‘Mamma mi faccio le canne’. È la maggioranza che ha parlato solo di liberalizzazione delle droghe e intorbidito l’informazione. È un’operazione al limite dello scorretto”. Risponde Mattia Santori. “Con questo percorso abbiamo fatto una grande operazione di consapevolezza, che è stata voluta da una parte politica. Purtroppo il pregiudizio esistite e gli unici interventi fuori tema oggi sono stati di Giovanardi e Di Benedetto”. Chiosa l’assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo. “Se c’era la preoccupazione che Bologna non fosse all’altezza di una discussione matura e fondata scientificamente sulla cannabis, facendo attenzione a non fare confusione tra quella terapeutica e quella ricreativa, questa discussione è invece un buon inizio per stimolare consapevolezza e lotta allo stigma”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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