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Mentre proseguono gli attacchi russi sul territorio, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere a gran voce all’Occidente l’istituzione di una no-fly zone sui cieli del Paese. Una prospettiva già scartata dal segretario generale della Nato Stoltenberg e che Di Maio ribadisce essere esclusa: “Zelensky sta chiedendo alla Nato e ai Paesi europei di istituire una no-fly-zone per fermare gli aerei russi. Ma ciò significa mandare i nostri caccia a fermare gli aerei russi e se un solo nostro aereo viene abbattuto scoppia la Terza guerra mondiale perché dobbiamo rispondere“.
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Il ministro degli Esteri, che ieri ha annunciato il rafforzamento della partnership energetica con il Qatar, assicura che il sistema delle sanzioni è efficace e non ci sono alternative: “Putin sta portando l’economia russa verso il baratro. La comunità internazionale ha preso posizione. Non è la Guerra fredda, qui non c’è un Est contro l’Ovest. C’è solo lo spazio per la diplomazia, non possiamo immaginare una soluzione diversa. La diplomazia non ha i tempi delle bombe, ma ha bisogno di tempo. Non escludo che nei prossimi giorni la l’Unione europea possa valutare terzo pacchetto di sanzioni“, conclude Di Maio.
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IL COLLOQUIO DRAGHI-ZELENSKY
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto un nuovo colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodimir Zelensky, nel corso del quale è stata ribadita la profonda amicizia tra il popolo italiano e il popolo ucraino e la grande solidarietà dell’Italia nei confronti dell’Ucraina. Il premier, spiega palazzo Chigi, “ha condannato gli attacchi della Russia ai civili e alle infrastrutture nucleari, ha riaffermato la volontà italiana di fornire sostegno e assistenza all’Ucraina e alla sua popolazione e ha ribadito come l’Italia sostenga l’appartenenza dell’Ucraina alla famiglia europea. Il presidente Zelensky ha ringraziato il presidente Draghi per la sua vicinanza e per quella dell’Italia”.