Velletri – Bimbo strumentalizzato dal padre rifiuta la madre.
(VELLETRI, 10 Settembre 2021). C’è un bambino che rifiuta di vedere la
mamma, separata dal padre: LEI NON GLI HA FATTO NULLA eppure la rifiuta
con astio. Ha soltanto 11 anni, ma non vuole stare con lei, la
maltratta, se si vedono scappa dopo pochi minuti, al telefono le urla di
sparire. È chiaro che il bambino, che vive con il padre per ordine del
tribunale, non è arrivato da solo a scatenare questa forma di rifiuto
verso di lei, ma è con tutta probabilità strumentalizzato dal genitore
contro la mamma. Eppure, nonostante i comportamenti conclamati, che
evidentemente dimostrano un disagio profondo di cui soffre questo
bambino, il tribunale di Velletri, dove il ragazzino vive, non prende
alcun provvedimento, non esamina il caso, non approfondisce le cause del
suo malessere, non interviene in suo aiuto. Si limita ad ignorare il
caso e a lasciare il bambino nell’angoscia.
Si tratta di un bambino di appena 11 anni, che esprime un’avversione nei
confronti della madre del tutto incomprensibile ed ingiustificabile,
attuando comportamenti intransigenti nei suoi confronti. Ha ingaggiato
quasi una campagna denigratoria nei confronti della mamma, arrivando
persino ad affermare “spero di non vederla più!”. «Manifestiamo
pubblicamente la nostra preoccupazione» dichiara l’avvocato Miraglia,
al quale la madre si è rivolta, temendo per la serenità del suo
bambino, «perché è chiaro che questo ragazzino vive un disagio.
Eppure, nonostante le prove, il tribunale non prende nessuna posizione.
Anzi, poiché il ragazzino rifiuta di vedere la madre, il tribunale ha
accettato la sua decisione, nonostante abbia solo 11 anni, e da un anno
e mezzo ha sospeso gli incontri con lei. Troviamo vergognoso che il
tribunale faccia finta di niente e faccia passare tutto sotto silenzio,
che trovi normale che un bambino rifiuti la madre, senza indagare sulle
motivazioni che lo spingono a respingerla con tanto astio, senza
verificare come stia realmente questo ragazzino e cosa motivi questa
ingiustificata opposizione, senza, tra l’altro, preoccuparsi di avviare
un percorso di aiuto e sostegno per lui».
Sconcerta infatti che, anziché avviare un percorso che ricongiunga
madre e figlio e rassereni i loro animi, il tribunale abbia di punto in
bianco sospeso i loro incontri, peggiorando la situazione: la madre,
infatti, non lo vede né lo sente da un anno e mezzo, non sa come stia,
come vada a scuola. Nulla. «Ma siamo o no in uno Stato di diritto, che
garantisca anche alla madre di vedere suo figlio?» prosegue l’avvocato
Miraglia. «Abbiamo assistito in altre situazioni a bambini che vengono
allontanati da genitori per motivazioni molto più blande e invece qui,
dove è assai probabile che il padre stia strumentalizzando il bambino,
si passa tutto sotto silenzio, fingendo di non sapere, ignorando le
numerose prove depositate».
Chiamata in causa dalla madre, la Professoressa Vincenza Palmieri, nota
Tecnico Forense, ha esaminato la documentazione relativa, ed ha rilevato
oltre allo svolgimento della CTU e della testistica effettuati a ridosso
del parto con minacce di aborto certificate e durante il puerpuerio,
come sia anche in atto un condizionamento da parte del padre verso il
bambino fino a farle percepire la madre negativamente e a rifiutarla.
Quali sono le prove scientifiche per asserire questo? La Professoressa
Palmieri sostiene che:
“La risposta è proprio nella PLATEALITA’ DEL RIFIUTO E NELLA
DRAMMATIZZAZIONE che il bambino ha agito pubblicamente. Un bambino che
rifiuta un genitore, verso cui l’altro comunque svolge un’azione
educativa e di accettazione del genitore rifiutato, lo fa a bassa voce,
a mono sillabe, quasi vergognandosi. In questo caso: se il padre avesse
svolto un’azione educativa e non ostacolante l’accesso all’altro
genitore, il bambino avrebbe mantenuto la sua relazione con la madre,
non avrebbe utilizzato motivazioni adultizzate tipo “mia madre mi da
troppe caramelle” o il rifiuto non sarebbe stato così teatrale.
Il piccolo invece ha bisogno – o è costretto ad adeguarsi mostrandolo a
tutti – come se recitasse su un palcoscenico il suo rifiuto
DRAMMATIZZANDOLO. Il piccolo dunque ha posto in essere comportamenti di
tipo oppositivo dovuti all’alleanza con il padre, che non ha mai
nascosto disprezzo ed ostilità verso la madre, che assume una portata
ancora più negativa dopo l’impossibilità di vedere la madre per quasi
un anno, disposto acriticamente dalle Autorità, contro ogni sapere
scientifico. Ciò che è inconcepibile – commenta Palmieri – è come le
istituzioni ma anche i tecnici abbiano omesso di occuparsene, oscurando
aspetti così gravi e soprattutto privando il bambino della madre,
esponendolo ad un grave serio disagio evolutivo. E’ pertanto urgente
rivedere le scelte ed aiutare questo bambino che sta chiedendo aiuto,
ben oltre l’apparente ed immotivato rifiuto.”
La madre, quindi, tramite l’avvocato Miraglia, ha così presentato
istanza urgente al Tribunale ordinario di Velletri, chiedendo
l’immediata ripresa degli incontri con il figlio, di poterlo sentire al
telefono almeno due volte a settimana così da partecipare alla sua vita
in modo costante e continuativo, e che il giudice valuti quale sia il
miglior collocamento per questo ragazzino.
Studio Legale Miraglia Associato