
Il nuovo organo offerto alla Collegiata di S. Giovanni dagli amici di Francesco Alviti, il giovane musicista morto a 22 anni dopo aver vanamente lottato contro la sua malattia, e a cui da 13 anni è dedicato il Festival che porta il suo nome, ha riempito le volte della Collegiata vetuscolana alla vigilia della Festa Patronale, con l’organista Guido Iorio e la tromba di Massimiliano Malizia. Giovedì 24 giugno, Natività di S. Giovanni, patrono di Ceccano, sempre alle 19,15, il Festival ospiterà uno dei più grandi organisti viventi,
Juan Paradell Solé, spagnolo, organista emerito della cappella musicale pontificia “Sistina”, che presenterà un programma di grande musica organistica con l’antico strumento
Catarinozzi del 1736, una delle meraviglie presenti a Ceccano. Davvero un’occasione da non perdere per ascoltare uno strumento d’epoca, realizzato a Ceccano quasi tre secoli fa. Il giorno dopo, 25 giugno, alle 21,30, di
Wolfgang Amadeus Mozart, sarà eseguita la
Gran Partita K. 361, per 13 strumenti a fiato e contrabbasso. Il concerto ha come titolo
Die Harmonie Musik ed è dedicato alla salvaguardia del creato. L’orchestra sarà diretta da Silvano Mangiapelo. Dopo due giorni di pausa, il Festival vedrà in scena lunedì 28 giugno, alle 21,30 i solisti del
Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres nella serata
Un palco all’opera,
L’anima religiosa del melodramma con la direzione di
Mauro Gizzi. Il Festival proseguirà il giorno successivo 29 giugno, alle 21,30, con un altro concerto a cura del dipartimento di musica antica con
Et è pur dunque vero,
Canzoni da cantare e da suonare nell’Italia del Seicento con
Furio Zanasi, baritono,
Chiara Tiboni, clavicembalo, e
Simone Vallerotonda alla tiorba. Conclusione mercoledì 30 giugno, alle ore 21,30, con un quintetto, archi e pianoforte:
Bach Mozart, musica per giovani, con
Alessio Gizzi, Giulio Di Gioia, violini, Pierpaolo Rossi, viola, Gaia De Vittoris, violoncello, Marica Staccone, pianoforte.