Roma – “Da quanto so ci sono gia’ i primi problemi sotto l’aspetto del numero delle dosi di vaccino che arriveranno, sui tempi e sulle modalita’”. Cosi’ il president dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire. “Tra l’altro sono previste due dosi di vaccino, con un richiamo dopo 28 giorni dalla prima- ha proseguito Magi- quindi siamo un po’ preoccupati per l’aspetto organizzativo, ma cercheremo di monitorare la situazione e di essere sempre in contatto con la Regione Lazio, per cercare di effettuare la campagna vaccinale nel migliore dei modi e soprattutto con risultati”. Magi intanto ha fatto sapere che “la Regione ha aperto a tutti quanti la vaccinazione, chiaramente compatibilmente alle dosi che arriveranno. Su questo ho parlato direttamente con l’assessore D’Amato, che mi ha assicurato che la vaccinazione sara’ per tutti quanti i medici, anche per i liberi professionisti e per gli odontoiatri”.
Su eventuali ritardi nella consegna delle dosi di vaccino, il presidente dell’Omceo Roma ha poi voluto sottolineare che dipenderanno comunque “dalle ditte che ce le dovranno inviare, specie quelle della Pfizer, che tra le altre cose hanno anche una
complicazione in piu’ legata alla conservazione. Poi purtroppo abbiamo visto che alcuni vaccini saranno ritardati ulteriormente, addirittura alcuni nel 2022”. Insomma “siamo un po’ in allerta- ha concluso Magi- e non vorremmo che si stia accelerando sulla questione solo per far vedere che si sta risolvendo il problema, ma parlo a livello internazionale, con la conseguenza di una consegna dei vaccini a ‘singhiozzo’, non precisa e non nei tempi”.
Vaccini il 27? Data ‘pro forma’, rischio rimanere fermi
“vaccinarsi per medici è obbligo deontologico, risposta sarà importante”
“Le prime vaccinazioni al personale sanitario a partire dal 27 dicembre? Credo che quella data sia un ‘pro forma’ per dire ‘partiamo tutti il 27′, ma il rischio e’ di ritrovarci il 28 tutti fermi…”. Cosi’ il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’annuncio dato nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, secondo cui il prossimo 27 dicembre l’Italia parita’ con le prime vaccinazioni contro il Covid al personale sanitario.
“Dobbiamo aspettare che arrivino dosi a sufficienza- ha proseguito Magi- La data indicata, piu’ che altro, e’ una manifestazione della comunita’ europea per dire ‘iniziamo a vaccinare tutti insieme il 27 dicembre”. I primi a vaccinarsi, intanto, saranno proprio gli operatori sanitari che, come aveva sottolineato Speranza in aula al Senato, sono quelli che “lavorano e operano in prima linea”. Il vaccino per loro non sara’ comunque obbligatorio: “Vaccinarsi per gli operatori sanitari rimane sempre e comunque un obbligo deontologico- ha commentato infine Magi alla Dire- Ritengo che la risposta da parte dei colleghi sara’ comunque importante”.
Sì a ‘linea dura’, chi convince virus a non infettare a natale?
“Difficile a livello ‘emozionale’, ma meglio evitare ‘ricongiungimenti'”
“Mi rendo conto che a livello ‘emozionale’ e’ difficile, ma a livello medico-scientifico sono per la ‘linea dura’ e contrario ad eventuali rallentamenti delle misure nei giorni delle festivita’”. Risponde cosi’ il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato
dall’agenzia Dire in merito alla ‘linea dura’ che sembrerebbe essere passata a Palazzo Chigi, con un accordo finale del governo che prevederebbe una ‘zona rossa’ nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi.
“Il problema sarebbe convincere il virus a non infettare nei giorni di Natale se dovessimo fare questi ‘ricongiungimenti’- ha concluso Magi- Ma chi lo convince il virus?”.
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