PA. NEL 2019 CI SONO STATI 120 ‘CYBERATTACCHI’, ESPERTI: PIÙ PREVENZIONE.

“Il tema del data breach- ha spiegato Andrea Lisi, presidente di ANORC Professioni- e’ un fenomeno che ha avuto origine negli ultimi anni e, adesso, e’ diventato di tremenda attualita’, poiche’ la frequenza con cui le pubbliche amministrazioni subiscono attacchi e’ aumentato esponenzialmente. Per questo le PA si stanno mobilitando al fine di adottare DPO interni adeguatamente formati o DPO esterni esperti nei vari settori. A differenza di quanto e’ stato fatto in una prima fase, nella quale si faceva ricorso quasi esclusivamente a professionisti esterni che hanno consentito di avviare delle best practice di prevenzione. Oggi ci si rende conto che la funzione di un buon DPO esterno deve essere soprattutto quella di sentirsi temporaneo, in modo da aiutare la PA a costruire internamente questa figura”.
Una voce d’esempio di cio’ e’ stata quella di Stefania Fiduccia: “Ho assunto il ruolo di DPO per Enea da aprile scorso, nel pieno della pandemia. Quando nel 2018 e’ entrato in vigore il GDPR, il nostro DPO esterno era proprio Andrea Lisi (tuttora nostro consulente legale su queste materie), che ha giovato molto alla struttura lasciando un’eredita’ che abbiamo raccolto. Nel corso di due anni, dal 2018 ad oggi, in azienda ci sono stati due data breach, ma l’avere avviato un percorso di prevenzione ci ha consentito di reggere bene. L’ultimo, in particolare, e’ stato un vero stress test, in cui abbiamo messo in atto tutti i provvedimenti previsti dal GDPR”.
Per Corrado Giustozzi, consulente di AgID ed esperto di cybersicurezza, “l’analisi del rischio rappresenta il vero cuore del data breach. Spesso valutata a posteriori, cioe’ quando vengono adottate le misure di sicurezza a seguito di un attacco, l’analisi invece deve essere fatta prima, per impedire che possa esserci un attacco. Il legislatore europeo ha cambiato l’approccio proprio in questo senso: al centro dell’analisi del rischio ci sono le attivita’ preventive, e quindi occorre definire le misure di sicurezza come atto primo da cui scaturisce ‘l’accountability’, ovvero l’adozione di una data misura di sicurezza ritagliata in maniera precisa sull’infrastruttura”.